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in LOVE with the BIDET

24 copiaCi sono falsi miti ricorrenti sull’ Italia. Io ci vivo da 22 anni e quando torno in Terra natìa mi ritrovo puntualmente a dover rispondere, in qualità d’esperta, sempre agli stessi quesiti.
C’è quello tipico dei bambini che nasce da un errore di pronuncia, e da una fantasia birichina, per cui la Torre di Pisa sarebbe una Torre storta perchè fatta di Pizza.
C’è quello degli adulti che chiedono conferma sognante su una Venezia romantica, ignari di quanto costi noleggiare una gondola e dei ratti che li scorterebbero a nuoto. Ignari ancora d’esser accompagnati dalla melodia ronzante delle zanzare; sorpresi a tratti dal calore maleodorante che proviene dalle acque non proprio candide.
E gli Spaghetti? E’ vero che vanno mangiati surpando o aiutandosi con il cucchiaio?
E Roma?
E il Papa? Tu vivi in Italia e non hai mai visto il Papa?!
In mezzo a tutte queste storie mi ritrovo sempre tra le mani quella degli italiani che puzzano.

Lo dicono tutti.

Devono per forza… perchè (si mormora…) non fanno la doccia tutti i giorni…

Controbatto: “tu lo sai cos’è un bidet?”

IL BIDET, questo sconosciuto

Ahhh…il solo pensiero mi da sollievo. Mi sento già rinfrescata. Ho una passione per questo oggetto curioso: raffinato ed elegante nonostante ti costringa a posizioni smaliziate, senza pudore.
Oramai non so più farne a meno…

Toilet Spray

il doccino bianco a sinistra

I miei primi ricordi raccontano di water con una doccia flessibile che si poteva usare per lavarsi senza nemmeno alzarsi dopo aver fatto un bisogno.

Ero bambina, mi accontentavo pigramente di puntarci il getto d’acqua senza nemmeno sfregarci un po’ con la mano. Essendo piccola rispetto al vaso nemmeno immaginavo le mie attuali difficoltà ad arrivare di dietro senza bagnarmi la schiena e senza irrigare il pavimento… Insomma, nelle mie dimensioni attuali ho dovuto riconsiderare l’ipotesi che il bidet possa essere sostituito dal doccino.

Certo penserete: allora sono gli altri ad esser zozzoni. Ma la verità è che in altre parti del mondo ci si fa la doccia tutti i giorni… e si passa la giornata così, tra un’asciugata ed una strofinata di carta igienica. Impensabile per me oggi, ma v’assicuro che dopo un po’ ci si rassegna e ci si fa l’abitudine.

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Questo buffo oggetto di fianco al water, nel nostro primo bagno in Italia, ebbe sì un grande successo… ma come vasino per l’ultima arrivata in famiglia.

Se avessi avuto internet sarebbe stato più semplice: attualmente c’è addirittura una pagina di wikihow che spiega “How to Use a Bidet: 9 steps (with pictures).

Io cosa avrei dovuto fare? Domandare ai miei compagni di scuola “scusa: ma tu come lo usi il bidet?”. Già, come se non fossi stata abbastanza strana e antipatica.

Personalmente iniziai a guardarlo con indugio solo in età pre-adolescenziale.

Ci ho messo del tempo a capire, a decidere di voltarmi, ad aprire le gambe e metterLa faccia a faccia col rubinetto.
Non è stato semplice come si può credere. Mi creava imbarazzo.
Credo che questo sia uno degli aspetti importanti di quest’oggetto. Costringe ad affrontare la realtà della propria natura anatomica e a non avere più segreti.

IL BIDET, compagno d’avventure

Gli anni della gioventù, anni di eccessi, portarono anche un eccessivo bisogno di sentirmi pulita. Fu il panico che scoprii la prima volta che qualcuno decise di inoltrarsi in quei luoghi oscuri del mio corpo che nemmeno io avrei mai potuto veder così da vicino.

Non posso immaginare di trovarmi in prossimità di un “evento intimo” e non esclamare, ai limiti del punto di non ritorno: “aspetta un attimo… devo andare al bagno…”. Di certo non sto pensando d’andare a far la doccia…

E come non considerare che uno degli infiniti svantaggi del mio lavoro sedentario (e diciamolo apertamente, senza mezzi termini) è che a stare otto ore seduta a gambe chiuse o accavallate, lì si suda e s’arriva anche a puzzare come d’ascelle. Orrore! Quindi niente sveltine improvvise dopo-lavoro senza bagno… punto. Non si discute.
Tutto questo è all’origine del mio amore per il Bidet.

robo helper bidetNe vorrei uno da viaggio.

Aspettando d’avere l’input per farne uno da me, mi lascio ispirare da questo strano oggetto giapponese, che però mi riporta un pò troppo alle scene iniziali del primo Alien.

Mah; a pensarci bene può funzionare come repellente sessuale: “scusa un attimo… mi do una rinfrescata”  et voilà, ecco che  tiri fuori il tuo pet-simbionte, bidet da borsetta, che ti saluta educatamente e come da ordine s’attacca in mezzo alle gambe iniziando a risciacquare come una lavastoviglie in calore.

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Vabbé… al massimo potrei riuscire a realizzarne uno mobile, come quello descritto da mia sorella al ritorno dall’InterRail regalo dei suoi 18 anni.

La scena del suo racconto che rimase impressa nella mia memoria è quella di un pomeriggio buio e piovoso.
La sequenza continua con l’urgenza di trovare un alloggio, con il portone d’un vecchio albergo in stile Frankenstein e con lo scricchiolio del legno di una stanza con letto a baldacchino e pesanti tendaggi.

Tra le suppellettili uno strano sgabello su ruote che ad una analisi più approfondita risultò essere un bidet con coperchio in legno.
Immagino del tutto simile a questo.

Di bidet bizzarri si parlava qualche sera fa con un gruppo d’architetti intrattenendoci sulle tragicomiche vicissitudini incorse durante l’installazione d’un rubinetto nel lussuosissimo bagno di un loro famosissimo cliente.
Questo il risultato:

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Il rubinetto a parete non è stato fissato all’altezza corretta e il risultato è stato un innovativo strumento per il “pene-lavaggio”.

Inserita l’appendice, complice la mattutina erezione idraulica, il modernissimo aggeggio attiverà le spazzole all’interno procedendo ad un lavaggio profondo e gratificante.

Opzionale la versione con stantuffo pneumatico.

Per i miei amici architetti, che aspirano a diventare modellatori di paesaggi urbani, il bidet è diventato sinonimo di rassegnazione al rimanere solo arredatori d’interni:”eh… che farò… andrò a scegliere bidet!”

Ci siamo così avventurati sulle strade del design moderno che, a quanto pare, prevede bidet piccoli e scomodi. Altro che le meraviglie del design dello scorso secolo.

Da non perdere:

Il water bidet, tipico degli studi d’artisti che non vogliono sprecare spazio, col bidet nel water ed il water nella doccia.

Sono bagni questi in cui si possono ammirare galli di lamiera che proiettano ombre alla luce d’una finestrella. Finestra al primo piano d’un vicolo stretto e trafficato nel centro storico di un paesino  da 5000 abitanti del centro Italia.  Sulla parete bianca la fotografia di una Vagina folta di peluria con su poggiate bacche rosse mangiate da un piccolo Volatile.

bidetIl bidet senza rubinetto centrale con diversi getti tutt’intorno al bordo.
Puoi solo riempirlo come una mini vasca da bagno.
A tal proposito ho raccolto pareri controversi soprattutto per via della mancanza d’acqua corrente.

Ma se non l’avessi mai avuto non sarei mai stata costretta a riempirlo totalmente provando l’inebriante azione dei vapori bollenti: una sorta di bagno termale a zona.

Come non citare inoltre il set di sanitari a forma di conchiglia? Trovato in uno degli appartamenti in cui ho vissuto in questi anni;
stesso modello di questo ma beige:

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Il bidet aveva due getti uno di fronte l’altro e faceva passare una tubatura all’interno del bordo. Una volta aperta l’acqua calda avevo tutto il bordo tiepido. Chi di voi dopo aver scaldato la tavoletta non ha avuto un sussulto nello spostarsi sul freddo bidet? Ora lo sapete. Ora potete desiderarlo.

Potete desiderarlo quasi quanto lo desidererebbe un gatto.

Cosa c’entrano i gatti?

I gatti hanno una passione innata per i bidet.  Non lo sapevate?

Io ne avevo uno (pace all’anima sua) che miagolava fuori dalla porta del bagno quando sentiva il rubinetto del bidet aprirsi.

Mao poi beve dal rubinetto e dopo aver fatto la posta sul water ci si butta dentro a giocare.

mao .

Mao rebus: “bidet, pussy friend”

 Ma il premio “Storie di Bidet” va a una mia nuova conoscente.

E’ lei ad avermi raccontato del bidet a getto verticale di suo zio.
Io l’ho dovuto cercare su google… mai visto prima: deve essere spassosissimo!

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Mi ha raccontato dell’odio di sua madre per questo bidet. Ogni volta che andavano a trovare lo zio se ne lamentava.

Un giorno il bidet si ribellò e quando lei aprì il rubinetto il getto arrivò al soffitto.
A complottare erano stati getto verticale e riduttore di pressione dell’acqua rotto.

Il bidet le sputò in faccia.

Il Bidet, esclusiva Terrestre

L' Astronauta Charles Conrad Jr., su Skylab 2 , sorride mentre fa una doccia.

L’ Astronauta Charles Conrad Jr., su Skylab 2 , sorride mentre fa una doccia.

“Water does not flow here, it floats”
In ultimo vorrei includere in questo sciloma  sul bidet il risultato della ricerca sull’igiene nello spazio.
Ovviamente nelle ristrette e particolari condizioni in cui si trovano i viaggiatori dello spazio io proibirei addirittura l’uso di talune parole tipo “water”, onde non sprecare ossigeno utile e non farsi venire strane idee che porterebbero a risultati parapsicotici.
Quindi ben venga che l’igiene segua le regole descritte qui dalla NASA. Mi adatterò ad usare  salviettine e fare sorrisi ebeti ad ogni doccia. Aspetta un attimo però…io sono una donna. Ogni 28 giorni mi accadono cose strane. Come disse il marito-soldato fantasma in “the others” : “a volte sanguino”.
Ecco, la cospirazionista che c’è in me è scattata:
-quando una donna va nello spazio deve fare cure ormonali per eguagliarsi agli standard maschili?
-quando una donna va nello spazio viene costretta a non essere più donna perchè il mondo è governato da uomini, e mi torna in mente la storia dei medicinali.
-quando una donna va nello spazio, per quanto possa usare la mia coppetta mestruale, da qualche parte dovrà scaricarla, mica la possono riciclare…e poi? mica ti puoi fare una lavanda intima con le salviettine…

Questa cosa ha richiesto un’indagine approfondita. Ma nemmeno anoushe hansari sembra volerne parlare. Capirai, dice che la cosa più curiosa della sua igiene è stata lavarsi i capelli, e la sua lamentela più grave di non aver avuto un rossetto in dotazione…deve essere l’effetto omertoso degli ormoni maschili che le sono stati iniettati.

Per la mia navicella dovrò progettare un bidet spaziale.
Segnato: progettare bidet portatile e spaziale.

Il BIDET, oggetto del futuro ecologico

Ho sentito di grandi star come Cameron Diaz che per non sprecare acqua, e salvare il mondo, fanno pipì nel wc non scaricando fintanto che non espellono cose importanti.
… mmm… non so… ci farà dei suffumigi puzzolenti di pipì nel suo bagno.
Qualcuno dovrebbe sensibilizzarla al BIDET.

Si può fare comodamente pipì nel bidet, usando una quantità di acqua uguale o inferiore a quella che viene gettata nello scarico del water per sciacquare il sanitario e contemporaneamente darsi una rinfrescata.

Eccelso strumento d’igiene quotidiana e valida alternativa ecologica alla doccia mi spinge a diventarne testimonial e recitare:

“Cameron, fai come me: un pò meno docce e la pipì nel bidet”.

 

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6 thoughts on “in LOVE with the BIDET

  1. Un tempo un mio amico sosteneva di poter recuperare con adeguata asciugatura, le salviette di carta per la tavola dopo il loro uso. La teoria prevedeva rapidita’, e agili movimenti, nonche’ uno spazio casalingo adibito a tale occupazione. In effetti il sentimento era di tipo ecologico.
    Immagino che per la carta igenica non esista la possibilita’ d’immaginare un tale processo di riutilizzo…

    • Carissimo Cobol. Le mie recenti ricerche mi portano ad intuire che in effetti la possibilità di riciclare la carta igienica non sia totalmente da escludere, sempre quando si scelga una carta con una certa grana e qualità. Ma in risposta al tuo commento vorrei trattare un paio di questioni. La prima è: perchè usare CARTA e non tessuti? Se ci convertissimo ai tessuti potremmo semplicemente sottoporli ai processi che vengono usati per i “lavaggi” del vestiario degli spazionauti. Come si legge nel blog di Anousheh Ansari:
      “We are all very close to each other, we are like brothers and sisters, it is very unique because we drink each others’ sweat.”
      Questo perchè dalla pulizia dei loro abiti sudati ne ricavano acqua potabile.
      Ma torniamo sulla Terra e tocchiamo la seconda questione. Hai appena commentato un post che esalta le potenzialità del bidet. Ho già spiegato che si può fare comodamente pipì nel bidet, usando una quantità di acqua uguale o inferiore a quella che viene gettata nello scarico del water per sciacquare il sanitario e contemporaneamente darsi una rinfrescata. Ma in quell’altro caso , obietterai? So che oltre ai reali momenti di emergenza in cui non se ne può proprio fare a meno, ci sono abitudini schizzinose come quella di pulirsi comunque con la carta prima di lavarsi con l’acqua. Io consiglio di eliminare il più possibile l’uso della carta, è parte della preparazione ad una vita spaziale libera da complessi mentali tipici dei terresti. Basterà pensare ai lisci sederi dei bambini per liberarsi dalla paura di sporcarsi le mani. Anche noi siamo stati bebè e c’era qualcuno che lo faceva per noi. L’importante è ricordarsi che dopo il bidet vanno lavate le mani, e se ci sono odori persistenti basterà un pò di olio per eliminarli (bada, non sempre il sapone è efficace).
      Credo a questo punto d’aver detto proprio tutto. Ho esposto un vero e proprio “PIANO D’EVACUAZIONE”.
      Saluti,
      ACPH

  2. Ma allora perche’ non estende le funzionalita’ del bidet a gabinetto senza carta? Magari autoigenizzante con l’azione combinata di laser (per distruggere i residui) e ultravioletti per i batteri.

  3. Il gabinetto ad igiene laser è un prodotto diffuso tra la popolazione del mio pianeta. Ma questo perchè la tecnologia laser è nella nostra natura. Nella vostra c’è l’acqua. Credo quindi che il water-bidet descritto in precedenza sia la vostra valida alternativa.

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